mistico BRASILE
Il Brasile ha molte anime. Che, a prima vista, possono anche sembrare in contrasto tra di loro.
E’ il più grande Paese cattolico del mondo, ma allo stesso tempo spiritismo e magia sono molto diffusi: secondo un censimento Ibge (Istituto brasiliano di Geografia e Statistica), gli spiritisti sono 2,3 milioni.
Pietro Ubaldi, uno dei più noti spiritisti italiani, sviluppò le sue capacità medianiche soprattutto in Brasile.
Il misticismo brasiliano è composito. Ha tante facce diverse, che trovano una precisa corrispondenza con le sfaccettature dello spirito brasiliano.
Alla base, c’è una fusione dei culti importati dagli schivi africani con le tradizioni religiose locali e il cristianesimo dei missionari.
Per molto tempo i culti afro-brasiliani vennero vietati dalle autoritĂ . In seguito vennero riconosciuti, prima come elementi fondamentali del folclore nazionale e poi come religioni.
Il Candomblé
ovvero: il piĂą tipico e diffuso dei culti afro-brasiliani
Importato in Brasile dagli schiavi africani, sotto forma di tradizioni religiose di origine vudĂą. I padroni portoghesi, sebbene cattolicissimi, lasciavano che i loro schiavi celebrassero i propri culti.
Diverso l’atteggiamento dei missionari gesuiti: le conversioni di massa scandirono il loro operato in Brasile. E così nacquero riti ibridi, per lo più segreti: il culto degli orixàs – gli spiriti mediatori di origine prevalentemente yoruba nigeriana – venne associato a quello dei santi cattolici. Una tradizione che dura ancora oggi.
Per esempio, gli spiriti africani Oxalá, Xangô e Ogum corrispondono a Gesù Cristo, San Gerolamo e Sant’Antonio.
Col tempo, i riti sotterranei vennero allo scoperto. Si trasformarono in vere e proprie cerimonie: sembra venissero organizzate in pubblico già nel 1830 a Salvador, che ne è rimasta la depositaria incontestata.
Il candomblé fa appello alle forze della natura, che si materializzano prendendo possesso del corpo dei medium. In cambio dell’aiuto che forniscono, i devoti offrono loro cibo e sacrifici di animali.
L’Umbanda o magia bianca
Culto animista afro-brasiliano, oggi diffuso in tutta l’America Latina. E’ nato alla fine del XIX secolo, in seno alla comunità Yoruba, un vasto gruppo etno-linguistico originario dell’Africa occidentale e arrivato in Brasile con le navi degli schiavi.
L’umbanda si è diffusa a partire dal XX secolo, da Rio de Janeiro. Condivide col vudù gli aspetti animisti, ma differisce per pantheon (l’insieme degli dèi), rituali e visione misterica.
I devoti venerano entitĂ spirituali che si manifestano con sembianze di personaggi comuni o leggendari: vecchi neri, bambini, indiani, contadini, guerrieri. A loro, vengono fatte offerte di cibo.
Tre le principali fazioni umbanda: Umbanda Branca, Umbanda d’Angola e Umbanda Jeje.
La Quimbanda o magia nera
Ufficialmente proibita, è però praticata in segreto. I suoi adepti si dedicano in via esclusiva alla pratica del male: sortilegi, malefici, malocchio. L’unico modo per sciogliere queste fatture è utilizzare le pratiche dell’umbanda.
La Macumba
La parola “macumba” significa “riunione di cumba”, di stregoni. Come il vudù, è un termine ricco di suggestioni, che evoca oscuri rituali dell'Africa Nera. In comune col vudù ha l’origine musicale, ma con connotazioni magiche: gli stregoni, tutti insieme, danzavano per propiziarsi gli dèi in riti di magia nera. E’ una pratica diffusa quasi solo nell’area di Rio.
