il FOLKLORE

...dançar…

Mentre l’europeo “pensa†la musica il brasiliano la “viveâ€, ce l’ha nel sangue.
Qui, la musica è il mezzo di espressione più popolare, perchè l’arte più accessibile.

Carlos Gomes (1836-96) è considerato uno dei più grandi compositori brasiliani del XIX secolo. La sua inclinazione per la musica, evidente dall’infanzia, viene stimolata dal padre, direttore della banda cittadina, e dal fratello maggiore, José Pedro, anch'egli direttore.
Si è diplomato con lode al Conservatorio di Musica di Rio de Janeiro. Tra i suoi maestri, Gioacchino Rossini.
La sua produzione è segnata dall’influenza dell’opera italiana; e proprio in Italia, Gomes terminò i suoi studi (a Roma e Milano).

Altro “mostro sacro†è stato Heitor Villa Lobos (1887-1954). Lobos è reputato la figura più importante della musica moderna brasiliana. Il suo grande merito? Avere trasformato il folklore in “musica coltaâ€.
Grande conoscitore del proprio Paese, olte che etno-musicologo, studiò ogni ritmo musicale tradizionale. Non solo: analizzò persino il canto degli uccelli dell’Amazzonia.

Il samba e la bossanova, universalmente conosciute e apprezzate, sono diffusissime in tutto il Brasile.

Il primo nacque all'inizio del XX secolo, a Rio de Janeiro, grazie agli esperimenti musicali degli immigrati bahani.
Il nome "samba" proviene probabilmente da “semba†o “mesembaâ€, un ritmo religioso proveniente dall’Angola.

Più recente, la bossanova (“voce nuovaâ€) si sviluppa alla fine degli anni '50. La la matrice ritmica è il samba, in particolare nella forma detta samba canção.

Tra i grandi artistic he hanno contribuito a farla conoscere al resto del mondo, il compositore e musicista Antonio Carlos Jobim, il poeta Vinicius de Moraes e il cantante e chitarrista João Gilberto.

Ancora oggi samba e bossanova sono molto ascoltate e suonate in Brasile. In alcune regioni, però, stanno cedendo il passo ad altri sound. In cima alle preferenze dei brasiliani del sud, c’è la musica statunitense ed europea. Mentre le feste del nordeste sono animate dai frevo, forrò, maracatù e se resta, altri ritmi autoctoni.